mens minima

[le cose piccole sono più facili da perdere]

ambiguità

con 3 commenti

Cado. Ora mi sembra la conclusione inevitabile. Devo averlo saputo da sempre e me ne rendo conto solo ora che precipito liberamente.
Questa giornata era iniziata solo con l’eccitazione dei preparativi. Il cavo d’acciaio teso e non una nuvola all’orizzonte. Non proprio un’occasione da record, in una città di provincia coi palazzi mai troppo alti, tuttavia la prima volta per me senza rete.
E’ quando mi sono trovato a metà che ho avuto chiara l’idea -come un lampo- che di queste imprese in realtà non mi mai ha attirato né la soddisfazione di superare la prova, né l’adrenalina del rischio; non ho niente da dimostrare a nessuno e non una causa a cui dedicare il successo. L’unica vera ragione che mi spinge è proprio quell’ambiguità di essere sospeso fra terra e cielo.
Così ho continuato a pensare mentre mi avvicinavo alla balaustra e a un tratto, elaborata la folgorazione, mi sono fermato. In equilibrio mobile: l’asta fra le braccia a compensare gli sbilanci. Dev’essere stato un tempo piuttosto lungo; me ne sono reso conto guardando le persone di sotto assiepate dietro le transenne. Li vedevo urlare senza sentirli veramente. E il resto dello staff sul tetto del palazzo ad aspettarmi che si sbracciavano in gesti arcuati. “Vieni! Forza! Ancora qualche passo!” Istintivamente devo aver fatto qualche passo indietro, invece.
Non volevo arrivare. L’impresa più emozionante della mia vita sarebbe finita e mi sarei ritrovato solo stasera come tutte le sere a bere birra e guardare vecchi film in bianco e nero.
Ineluttabile, come la fine in tutte le cose umane, s’è alzato il vento a risolvere l’ambiguità. Cado.

Written by A.

6 Luglio 2007 a 9:48 am

Pubblicato in narrazioni

3 Risposte

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  1. cadiamo, cadiamo, precipitiamo giù da alte rupi, ma finché non tocchiamo il suolo, non ci siamo fatti ancora niente, e c’è sempre la speranza che ci spuntino improvvisamente le ali, o che il suolo si faccia cielo

    aitan

    10 Luglio 2007 alle 7:20 am

  2. bello. ogni volta che ci sono i funamboli, io dico bello.

    eccone un altro: http://apiccoledosi.splinder.com/post/9168817

    flounder

    10 Luglio 2007 alle 9:57 am

  3. Una volta a terra ti auguro non cominci a nevicare…

    Meglio rialzarsi in tempo, anche se con qualche osso rotto.

    Saluti, mf

    Anonymous

    16 Luglio 2007 alle 9:01 am


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