Archive for Maggio 2007
i due contadini
Arrivati alla stagione della semina, il contadino più giovane tracciò i solchi e sparse le sementi, mentre l’altro seduto in mezzo all’aia davanti alla sua capanna sputava tabacco e sbraitava come al solito senza muovere un dito.
“Perché invece d’imprecare tutto il giorno non semini anche tu?” gli chiese un giorno il vicino.
“Lo scorso autunno le inondazioni hanno portato via metà dei miei semi; poi gli uccelli ne hanno fatto razzia. D’inverno le gelate e poi la siccità di primavera hanno distrutto il resto. Non serve a nulla lavorare quando la fortuna e gli dei sono contrari e tu sei solo uno stolto a insistere ancora. Patirai la fame nera, i tuoi figli non avranno nulla da mangiare e tua moglie ti lascerà come ha fatto la mia!” Così gli rispose il vecchio e lui silenzioso tornò al suo campo a lavorare.
Vennero le piogge e lavarono via al fiume molte delle sementi. Così anche gli uccelli per nulla disturbati dagli spaventapasseri banchettarono di gusto. Però l’inverno non fu tanto rigido e la primavera portò nuove piogge sottili e benefiche.
Crebbe poco grano, ma il contadino ne ebbe abbastanza per sfamare sua moglie e il suo figlioletto appena nato.
L’altro contadino finì i suoi giorni sputando in terra e maledicendo la sua cattiva stella, mentre elemosinava la sua giornata all’angolo di una strada.
dubbi esistenziali
L’altro giorno m’ha svegliato l’abbaiare di un cane. Lo conosco, è un cane enorme dall’aspetto feroce.
Stamattina presto m’ha svegliato invece un bimbo che piangeva al piano di sopra.
Non mi sono arrabbiato pensando: “meglio un bambino che un cane!”
Subito dopo mi sono messo a ponderare se, su scala cosmica, fosse davvera esatta la mia affermazione. Avevo qualche dubbio.
Poi ha cominciato anche il cane.
nel loop infernale
E’ il fegato beccato e strappato ogni giorno
E’ il masso che rotola sempre all’indietro
Sono i dolci frutti che sfuggono alla presa.
E Il signor Smith beffardo che chiosa:
“prendi un circolo, coccolalo e diverrà vizioso…”
allucinazioni autostradali
Ho visto un piccolo campo brullo con una pianta di rosa al centro. Un solo ramo lungo e una sola rosa bianca. Il contadino poco lontano intento a cercare per terra chissà cosa.
Ma forse mi sono sbagliato; andavo veloce.
punti di discontinuità sull’asse temporale
Se il motociclista è già riuscito a evitare l’auto che gli ha tagliato la strada bruscamente nel traffico congestionato di una mattina nella Capitale, perché rallenta e si gira, gesticolando senza che nessuno lo senta (rischiando, tra l’altro, di andare realmente a sbattere)?
little assaults
Wandering around the old city
From every door, at every window
They wait, cruel sad memories
So common you don’t see them coming
Damp patches on the walls
Wait to be scraped off to reveal
Colors and pleasures hidden by time
Passeggiando per la città vecchia
Da ogni portone, ad ogni vetrina
Aspettano memorie tristi e feroci
Non le vedi arrivare tanto sono comuni
Macchie d’umidità sui muri
Attendono d’esser grattate via a scoprire
Colori e piaceri nascosti dal tempo